Interventi in emergenza Covid: come trattare un ambiente contaminato

A febbraio nessun operatore del mondo della disinfestazione e disinfezione era preparato ad un’emergenza come quella del COVID-19. Abbiamo tutti affrontato la situazione dovendo interpretare circolari ministeriali, DPCM e mettendo il più grande impegno per trovare i prodotti idonei e le modalità di esecuzione più efficaci per le sanificazioni dei locali confinati e non, formando in tempi velocissimi gli addetti alle operazioni.

Con orgoglio possiamo dire che le tipologie di intervento che abbiamo messo in campo si sono dimostrate rispondenti alle indicazioni fornite nel corso delle settimane passate. Durante tutti questi mesi abbiamo continuato ad eseguire sanificazioni sia programmate che in emergenza nelle aziende, nelle abitazioni e ovunque ci fosse richiesto. Da qualche settimana gli interventi emergenziali sono aumentati notevolmente e ci troviamo quasi quotidianamente ad assicurare la nostra presenza ad attività lavorative che hanno la necessità di interventi di sanificazione. Con questo articolo vogliamo aiutarvi a capire meglio come lavoriamo nelle sanificazioni da Covid-19.

 

In cosa consiste un intervento in emergenza?

Può accadere che tra i lavoratori di un’azienda venga segnalata la positività di uno (o più) di loro, così come può succedere che in una scuola vi sia lo stesso problema oppure in un nucleo familiare. Quando riceviamo la chiamata per intervenire e sanificare cerchiamo di inquadrare la situazione, indirizzare il cliente verso la scelta di maggiore buon senso a seconda delle circostanze e di individuare il momento più opportuno per intervenire. Generalmente ci orientiamo verso il limitare al massimo l’interruzione dell’attività lavorativa e il dare in breve tempo la tranquillità da un punto di vista emotivo. Non deve essere infatti sottovalutato questo aspetto perché, mai come in questo particolare momento, gli stati d’animo delle persone influenzano il nostro operato.

Per i trattamenti che svolgiamo per la sanificazione, sia essa di carattere “preventivo” che di “abbattenza”, utilizziamo la nebbia fredda indirizzata dallo stesso operatore proprio per raggiungere ogni possibile superficie verticale e orizzontale, ogni possibile oggetto e arredo, saturando lo spazio chiuso.

Per i casi di positività conclamata abbiamo scelto di intervenire con un disinfettante diluito nell’acqua che esercita la sua azione decontaminante anche su superfici e in luoghi particolarmente sporchi. Questo ci consente di sanificare l’ambiente prima che venga frequentato da chiunque, prima quindi delle operazioni di rimozione dello sporco. Lo stesso sporco che con altri disinfettanti ne compromette l’efficacia. Dopo il nostro intervento risultano sanificati i pavimenti, i muri, gli arredi, la tappezzeria, l’aria e le persone possono riprendere la loro normale attività.

Gli uffici, le abitazioni, gli ambulatori, ovvero tutti quegli ambienti che al loro interno hanno degli oggetti o degli arredi particolarmente delicati vanno trattati con la nebbia secca, che non crea bagnato. In capannoni industriali, invece, dove l’attrezzatura e il materiale di lavoro non risentono dell’effetto bagnato utilizziamo strumenti che erogano una nebulizzazione umida.

Si tratta di due interventi in cui utilizziamo attrezzature diverse, che ci permettono di coprire in maniera modulabile spazi più o meno ampi.

 

Qual è la durata dell’effetto?

La durata dell’effetto è proporzionale a come e quanto viene frequentato l’ambiente trattato.

A differenza degli interventi di disinfestazione in cui vengono utilizzati prodotti che hanno una certa residualità nel tempo, con la disinfezione bisogna parlare di interventi di pura abbattenza della carica virale: terminato l’effetto del disinfettante quell’ambiente rimane decontaminato fintantoché non viene rioccupato dalle persone. Se un positivo al Covid-19 dovesse occupare una stanza in cui è avvenuta la disinfezione, nel giro di pochi minuti quella stanza si dovrebbe considerare contaminata nuovamente.

Fondamentale è quindi il comportamento di chi rioccupa quell’ambiente. Le precauzioni devono essere quelle che abbiamo imparato a conoscere bene: l’uso della corretta mascherina nel corretto modo (inutile usarla se non si copre anche il naso), il mantenimento del distanziamento sociale (anche indossando la mascherina la vicinanza nel tempo favorisce il contagio) e l’aerazione costante degli ambienti confinati (aprire le finestre spesso permettendo all’aria di circolare).

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