Amante del legno? Occhio ai tarli!

Nell’architettura o negli arredi, ognuno di noi ha in casa del legno. I mobili in legno sono eleganti, non passano mai di moda e donano carattere all’ambiente mentre le travi e i pavimenti rendono più accogliente l’atmosfera della nostra casa. Tuttavia, il legno attira inevitabilmente un ospite assai sgradito, il tarlo. Questo piccolo ma insidioso insetto, appartenente alla categoria degli xilofagi (“mangiatori di legno”), se non fermato in tempo danneggerà i vostri mobili o peggio la struttura della vostra casa, consumandone l’interno.

Quali sono i tarli più comuni?

Esistono diversi tipi di tarli ma negli ambienti domestici possiamo trovarne principalmente tre specie: gli anobidi, i lictidi e i cerambidi. Se i primi due raggiungono una dimensione di 2/3 mm, i cerambidi, di cui fa parte il “capricorno delle case”, sono decisamente più grandi e possono arrivare da adulti a 15/20 mm e di conseguenza anche la larva, che provoca le famose gallerie, e la pupa al momento della fase finale della metamorfosi, hanno dimensioni che possono raggiungere il centimetro di lunghezza e mezzo centimetro di larghezza. 

Ma come ci accorgiamo dell’infestazione da tarli?

Può succedere di trovarli in forma adulta, spesso morti, durante la stagione primavera/estate alla fine del loro ciclo vitale, dopo che hanno deposto le uova per assicurare la continuità della specie, ma potremo più facilmente individuare qualche prova della loro presenza quando ormai “il danno è fatto”.

I caratteristici buchi sono il primo campanello d’allarme: più grandi saranno i tarli, maggiori saranno anche le dimensioni dei fori di accesso e uscita delle loro gallerie. Attenzione però perché i buchi segnalano l’uscita dell’insetto. Esso infatti, essendo soggetto a metamorfosi completa, allo stadio larvale si nutre della cellulosa del legno creando le gallerie all’interno della struttura lignea; dopo 3/5 anni inizia a portarsi alla superficie del legno avviando il processo di trasformazione in pupa e una volta pronto allo sfarfallamento finale in forma adulta abbandona il legno lasciando appunto il foro di uscita. I fori e le crepe della superficie del legno servono alla femmina di tarlo per ovodeporre servendosi dell’apparato di ovodeposizione che, simile ad una cartuccia, le permette di “sparare” all’interno della fessura notevoli quantità di uova. Dalla schiusa delle uova nasceranno nuove larve pronte ad utilizzare le gallerie già pronte e farne di nuove.

Anche se ci sono pochi buchi non è detto che il numero dei tarli sia ridotto, anzi. La quantità di individui operanti all’interno del legno dipenderà da quante uova si sono schiuse e da quante larve sono riuscite a sopravvivere per arrivare all’interno. 

Il rosume, ovvero la polvere di legno che fuoriesce dal foro al momento dello sfarfallamento, è un altro segno dell’avvenuta presenza del tarlo e altro non è che legno digerito dalla larva, in altre parole escrementi di tarlo misto a residui di legno. 

Infine, un altro indizio della loro presenza è il rumore, che può essere creato dal rosicchiamento del legno durante il pasto della larva o da piccoli colpi regolari come richiamo sessuale per gli adulti. In molti casi il rumore, percepito soprattutto di notte, può dare molto fastidio e disturbare il sonno. Più forte è il rumore e maggior è la dimensione dell’insetto, ecco perché si tende a riconoscere la presenza del capricorno nel caso di rumore molto fastidioso.

Perché è meglio rivolgersi agli esperti?

Bisogna ricordare che dietro alla definizione generica di “tarlo” ci sono insetti e specie diverse che si nutrono di altrettante diverse tipologie di legno. Per questo è sempre consigliabile affidarsi a un professionista perché solo lui sarà in grado di individuare la tipologia di insetto che infesta la vostra casa e scegliere così il giusto metodo di disinfestazione. Inoltre le gallerie dei tarli sono a loro volta infestate da un parassita che si nutre delle larve contenute nelle uova e che, una volta percepita la presenza di animale a sangue come voi o il vostro cane o il vostro gatto, abbandona le gallerie per nutrirsi del vostro sangue, creando delle lesioni cutanee molto fastidiose. Ma questo sarà argomento del prossimo articolo.

Quindi appena cogliete i primi segnali della presenza del tarlo non tergiversate con interventi casalinghi poco efficaci, rivolgetevi a chi ha esperienza e sa come aiutarvi trovando la soluzione definitiva per liberarvi da questo insetto prima che il suo banchetto a casa vostra provochi dei danni a cui sarà difficile e costoso rimediare.

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